I musei non sono cose da “grandi” e da “esperti”!

Le vacanze di Natale, appena trascorse, sono state occasione per trascorrere del tempo tutti insieme, ma, anche per far conoscere a G. e G. una piccola parte della nostra bella terra d’origine: la Puglia.
Un pomeriggio trascorso percorrendo la strada che costeggia il mare, quel mare che tanto ci manca e che, come ha giustamente osservato G, era molto “arrabbiato”, resterà sempre un bellissimo ricordo, impresso nelle foto che io tanto amo scattare!

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Il tempo a nostra disposizione ci ha dato anche la possibilità di portare G. e G. a vedere dei bei musei, che, noi già avevamo visitato in passato, ma che volevamo mostrare anche a loro.
Abbiamo visitato il piccolo ma molto ben curato Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale di Ostuni, in Provincia di Brindisi. Il museo è collocato all’interno della chiesa di San Vito Martire, adiacente all’ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, e la cui costruzione risale alla metà del 1700. Nel museo sono esposti reperti risalenti al periodo preistorico, messapico e medievale.
Particolare rilievo è dato a Delia, la gestante rinvenuta nella Grotta di Santa Maria di Agnano, nei pressi di Ostuni, risalente a circa 27000 anni fa!
Delia è uno dei ritrovamenti paleontologici più importanti del mondo.
Nel museo è presente anche la ricostruzione della sepoltura di Delia.
Essendoci già stata, temevo che G. si sarebbe un po’ intimorito ad entrare nella stanza dove si trova la ricostruzione, per il buio e perchè comunque riproduce una tomba.
G.,invece, ancora una volta mi ha lasciata a bocca aperta, è entrato e mi ha detto: ” Mamma, guarda, Delia dorme, con la mano sul pancione dove c’è il suo bambino”.
Sono rimasta molto colpita e mi sono anche commossa.
Il piccolo G. ha dato il suo contributo e, dopo essersi fermato ad osservare un piccolo vago di collana in una vetrina, ha detto “Mamma, pallina piccola piccola!”.
Dopo qualche giorno, mentre io e G. chiacchieravamo, prima che lui si addormentasse, mi ha detto “Mamma, volevo dirti, hai visto che Delia aveva quel copricapo di conchiglie come quella signora, come si chiama…quella Venere degli uomini preistorici”.  “La Venere di Willendorf?” , ho suggerito. “Eh si mamma,proprio quella, avevano lo stesso copricapo lei e Delia!”.

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Delia ed il suo bambino
Delia ed il suo bambino

Un altro museo che tenevo molto a mostrare a G. è il Museo Nazionale Archeologico di Taranto.
Il percorso espositivo è ben fatto, i reperti non necessitano di alcun commento, semplicemente da togliere il fiato, testimonianza della grandezza di una città ricca di storia e di cultura, fondata dagli Spartani nel 706 a. C.
Purtroppo devo lasciare una recensione negativa in merito alla gestione.
Trovo semplicemente assurdo che i piani del museo vengano aperti in maniera alternata, uno ogni ora, costringendo, tra l’altro, i visitatori a stazionare su un piano per un’ora, senza lasciare alcuna possibilità di scelta.

Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Portare i bambini nei musei aiuta ad insegnare loro il rispetto per la nostra storia, la nostra cultura ed il nostro patrimonio, li educa alla bellezza, li aiuta a sviluppare il proprio spirito di osservazione, stimola la curiosità…potrei andare avanti ancora per molto con questo elenco!
Qualcuno, talvolta, dice che i miei figli sono “avvantaggiati” perchè hanno genitori che possono spiegare loro quello che vedono in un museo. Secondo questa teoria, possono amare ed apprezzare l’arte solo i figli di coloro che l’apprezzano, io non penso affatto sia così, penso che l’arte non necessiti di grandi spiegazioni, anzi.

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