La preistoria, tra nozioni e creatività

Cos’è accaduto nel Paleolitico? E nel Neolitico? Cosa ha caratterizzato il passaggio da un periodo all’altro? Come vivevano gli uomini nel Paleolitico? E nel Neolitico?
Queste sono solo alcune delle domande alle quali cerco di rispondere nel corso dei miei laboratori didattici di archeologia inerenti la Preistoria, primo argomento al quale i bambini si approcciano quando iniziano a studiare la storia.
La storia, questa materia che molti faticano a “buttare giù” fino alle scuole superiori, da essere un semplice insieme di nozioni da leggere su un libro e ricordare, si trasforma in un’esperienza attiva, il che, permette di memorizzare anche quelle nozioni, talvolta, tanto odiate.
Uno dei laboratori che i bambini amano molto è quello sui vasi, realizzati con la tecnica del colombino, ossia senza l’ausilio del tornio, proprio come facevano gli uomini preistorici, prima dell’invenzione del tornio.
Questo laboratorio da a me l’occasione di approfondire molti degli argomenti trattati in storia, durante le lezioni frontali, tenute dalle insegnanti, ma, permette ai bambini di dar sfogo alla loro manualità e creatività, il che non è affatto da sottovalutare.
Le attività creative sono pressochè scomparse dalla vita dei nostri bambini, già da molto tempo, sia a casa che in molte scuole.
A questo proposito, ricordo che, una volta, quando frequentavo la scuola elementare, allora si chiamava così, la mia maestra mi rimproverò perchè avevo disegnato un albero con una chioma asimmetrica e mostrò a tutte le maestre delle altre classi “quel disegno”, affinchè esprimessero il loro disappunto…Dov’era finita la mia creatività? Il desiderio di rappresentare il mondo così come io desideravo? Dovevamo disegnare tutti allo stesso modo? Si può rimproverare un bambino/a di 7 anni perchè non ha disegnato le foglie di un albero tutte uguali?
Scusate la breve parentesi.
Dicevo, le attività creative sono poco presenti nella vita dei nostri figli e, qualsiasi occasione permetta loro di creare, è, secondo me, preziosa.
Inoltre, come ben sappiamo, l’apprendimento che avviene attraverso il fare è molto più efficace, permette di fissare a lungo le nozioni nella mente e non stanca.

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Qualche anno fa, nel corso dell’ultimo incontro che ho tenuto in una classe quarta, una bambina, di nome Leonida, si avvicinò e mi disse “Maestra, ho un regalo per te, ero ad un mercatino e mi sono ricordata di tutto quello che ci avevi raccontato sugli uomini preistorici” ed ha tirato fuori un fossile.
Gli occhi mi diventarono lucidi e lo diventano ogni volta che lo sguardo cade su quel fossile, che sta lì, in mezzo ai miei libri.

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