Il viaggio di Ulisse: il νόστος

Mancano solo due incontri alla fine del percorso che, in questi ultimi sei mesi, ho portato avanti in una scuola dell’infanzia. Nei nostri incontri sono sempre stati protagonisti i libri, i miti e le leggende del mondo antico e la manualità.

Nell’ultimo incontro abbiamo parlato dell’avventuroso viaggio che Ulisse affronta, insieme ai suoi compagni, per tornare in patria, ad Itaca, partendo dalla città di Troia. Il viaggio di Ulisse si rivela da subito pieno di pericoli e di insidie, a causa dell’avversità degli dei. Per raggiungere Itaca, dunque, Ulisse deve affrontare maghe, creature mostruose e resistere a molte tentazioni,come nel caso delle Sirene e della ninfa Calipso.

In un primo momento abbiamo realizzato con l’argilla lo scafo della nave di Ulisse e, successivamente, abbiamo realizzato la vela con del cartoncino.

Una volta preparate ultimate le barchette, le abbiamo messe ad asciugare e ne abbiamo utilizzata una come pedina per un “gioco dell’oca” in cui, ad ogni numero, corrispondeva una tappa del viaggio di Ulisse. Ho diviso i bambini in due squadre per rendere il gioco più agevole, dunque al lancio del dado, la barchetta della squadra si spostava sulla tappa. Ogni bambino ha poi portato a casa la propria barchetta e una copia della mappa con cui giocare.

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Ad ogni tappa del gioco corrispondevano delle azioni che, i membri della squadra, dovevano compiere.

Abbiamo ricevuto in dono un’otre piena di venti dal Dio Eolo. Ho regalato ai bambini un sacchettino all’interno del quale avevo messo un’immagine di Eolo, intento, con le guance gonfie, a soffiare forte.

Abbiamo stazionato sull’Isola dei Feaci, dove la bella Nausicaa, figlia di Alcinoo, re dei Feaci, intenta a giocare a palla a riva con le sue ancelle, vedendo il naufrago Ulisse in difficoltà, gli regala degli abiti e lo ospita presso il palazzo del padre Alcinoo. In questa tappa del gioco, ho tirato fuori dei mantelli ed i bambini li hanno indossati, impersonando così Ulisse, calorosamente accolto da Nausicaa.

Siamo poi finiti con la nostra barca sull‘Isola delle Sirene, dove un membro della squadra pronunciava delle parole e, gli altri componenti della squadra, dovevano tappare le orecchie e ripetere le parole pronunciate dal compagno. Ulisse, infatti su suggerimento della maga Circe, tappa le orecchie dei suoi compagni con la cera, per evitare che restino ammaliati dal canto delle sirene e ne divengano schiavi. Ulisse, per non cadere schiavo delle Sirene, ma, non volendo rinunciare ad ascoltare il loro canto, si fa legare dai suoi compagni all’albero della nave.

17160943_1472833229416379_1239379239_nLe tappe del”gioco dell’oca”, ovviamente, mi hanno anche fornito l’occasione di narrare alcuni episodi del viaggio di Ulisse. Per il racconto mi sono servita del libro “Ulisse dalle mille astuzie”, di Yvan Pommaux, di cui trovate la mia recensione qui,delle “Carte in tavola”, della Fatarac, di cui avevo già parlato in un vecchio post e del libro pop up “La mitologia greca”, anche quest’ultimo da me recnsito qualche tempo fa qui.

A chi vorrà cimentarsi in questo gioco, auguro buon divertimento!

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