Che passione il cucù!

Ho deciso di dedicare il primo post del 2016 ad un libro pensato per i bambini molto piccoli.
Generalmente non recensisco questo tipo di libri, poichè prediligo libri per bambini più grandi e, preferibilmente, da me utilizzati nel corso dei miei laboratori. Ho voluto però fare un’eccezione sia per fare un omaggio alle mamme che hanno bambini piccoli, come me, e che seguono il mio blog sia per sottolineare quanto sia importante leggere ai bambini fin da quando sono molto piccoli.
Il primo libro che ho letto al mio primogenito, quando aveva un mese circa, è stato l’Eneide in metrica latina, non certo perchè volevo infondere in mio figlio l’amore per la cultura classica, ma, perchè, quando sono molto piccoli, i bambini amano semplicemente ASCOLTARE LA VOCE DELLA MAMMA, al di là del contenuto della lettura e, se si tratta di testi in rima o comunque melodici, ben venga! Avevo quel libro sottomano ed ho utilizzato quello.
Il libro di cui ho scelto di parlarvi si chiama Cucù, illustrato da Giuliano Ferri ed edito da Miniedition.

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Il gioco del cucù è tra i più amati dai bambini di tutte le età e, anche lo psicologo, pedagogista e filosofo Jean Piaget, si pronunciò in merito all’importanza del “gioco del cucù” nello sviluppo del bambino. I bambini non possiedono quella che viene definita la “permanenza dell’oggetto”, ossia, non comprendono come un oggetto che momentaneamente non c’è, in realtà ci sia e non sia scomparso definitivamente. Questo meccanismo, ovviamente, si applica non solo agli oggetti intesi in senso stretto, ma anche alle persone, ergo, se la mamma è andata via, è scomparsa. Jean Piaget, grazie ai suoi studi, comprese che la “permanenza dell’oggetto” viene acquisita dai bambini intorno ai 10 mesi di metà. Giocare ripetutamente al gioco del cucù con i propri bambini, aiuta ad acquisire questa consapevolezza!
Il libro di Giuliano Ferri è una carrellata di immagini di animali che giocano proprio al gioco del cucù. Si nascondono dietro le proprie zampe o ali e poi riappaiono.

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Il gatto, la volpe, il riccio, il cane e gli altri protagonisti, sono tutti molto graziosi, mio figlio di 13 mesi li guarda e sorride ad ognuno. L’idea di mettere alla fine del libro uno specchio nel quale il bambino può guardarsi e giocare al cucù è davvero una bellissima idea, e costituisce sicuramente per il bambino uno stimolo a giocare al cucù ed a sperimentare la “permanenza dell’oggetto”.

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Buona lettura e buon gioco del cucù a tutti!

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